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"..dipingendo idee creare forme nuove, uniche" — Davide Bertola

Il “futuro” dei corsi universitari.

Non so voi.. Io seguo dei corsi in università. A volte mi devo sfogare. Trovo divertente l’utilizzo dei verbi da parte dei professori durante le spiegazioni. Non sto parlando di errori o strafalcioni, sto parlando della sottile attitudine a parlare evitando di spiegare. Tutti i professori apparentemente lamentano la mancanza di tempo a discapito del numero di argomenti da affrontare. Dicono che il tempo non basta, che “una volta con i moduli più lunghi c’era tempo per spiegare meglio le cose”.

I corsi iniziano spiegando “quello che faremo”, proseguono dicendo “quello che verrà fatto”, specificando che i dettagli sono “contenuti nelle dispense” (*), e finiscono magicamente le ultime due settimane con frasi tipo “abbiamo fatto.. e comunque rivedrete queste cose”.

IL FUTURO, che bello. Se col congiuntivo fate ridere, col futuro fate danni.

Io gli esami ce li ho al presente. Ho aspettato per quasi tutto il corso delle spiegazioni. Ho aspettato che le dispense venissero pubblicate. Ho aspettato anche il treno per tornare a casa perché il professore ha smesso prima di “spiegare”.

(*) definizione di “dispense” : parole colorate sparse su fogli prevalentemente bianchi costantemente “under costruction”, la cui pubblicazione si colloca verso la fine del corso così non puoi neanche fare in tempo a criticarle. Rigorosamente scritte in italo-inglese. Fanno spesso riferimento a 3 – 4 libri ovviamente sovradimensionati per un corso di 7 settimane, condividendo con essi solo i titoli dei capitoli.

Forse ricomincio a bloggare

Oggi ho riaperto e riletto le vecchie pagine del blog, ho trovato tanti commenti da approvare (o per lo meno più di quanti me ne sarei aspettato).. e mi sono reso conto che mi piace rivedere e ricordare. E’ bello avere una sorta di memoria condivisa.. Avevo smesso con l’idea di produrre contenuti più concreti da pubblicare.. e ho finito col non scrivere più nulla. Vediamo che combino ora.

Torino questa mattina

Bella Torino questa mattina. Accolto dal freddo odore grigio mischiare i passi con gli altri pendolari, traditore. Questa volta mi fermo 3 giorni. Sul tredici una vecchietta tamarra indossa una pecora di Frav. Esperta afferra il corrimano come Caronte il suo remo, mentre sotto di noi scorre la città. Il binario si finge destino, interrotto vano da una maglia arancione con una paletta rossa. Il tram si ferma. Lo sapevate voi che gli imprevisti si vestono di arancione ?

Un porto di mare.

Casa mia è un porto di mare. Gente che va e che viene.. e lasciano cose.. e ne prendono altre. Generosi e ladri sono rimasti nell’entroterra, qua vige una sorta di “fratellanza di mare” dove le cose si bilanciano da sole. Se negli ultimi mesi le lievi onde del mare calmo hanno portato talvolta una chitarra, un saxofono, qualche cd, dei modelli di aerei, computers.. La cresta dell’ultima onda anomala è stata molto più originale.

Diciamo che Daniele è caduto dalla moto e si è distrutto una spalla, ma quello che non diciamo è che ora la moto cel’ho io.. e almeno per un po’ di tempo avrò da divertirmi.

Naturalmente è incidentata, la preferivo prima.. però insomma. Qua le foto dopo che l’ho smontata.

Rubare o non rubare

Fatto 1.

Da una settimana a questa parte sono senza connessione internet perche qualche simpatico vandalo ha tranciato la centralina Telecom che copriva 3 utenze nel mio quartiere (si chiamano centraline quei box grigi fuori dalle case ?). Come tutti sappiamo Telecom ci metterà mesi, se non anni ad aggiustare il guasto.. quindi ho dovuto trovare un’ alternativa. Mi sono messo col mio fido router (che usa Openwrt) a fare wardriving per il quartiere, ho scovato una rete wireless ‘di non so chi’, e sono riuscito ad “agganciarla” dal mio giardino. Ieri ho finito di creare il ponte radio per poter estendere il segnale fino in casa.

Adesso navigo con una connessione “a scrocco”, rubata, lo ammetto.

Fatto 2.

Oggi in centro Vercelli camminando ho trovato un portafogli a terra. L’ho preso in mano e ho controllato. Aveva 105 euro e 3 carte di credito dentro. Mi sono girato e ho trovato un muratore che stava lavorando li. Chiedo informazioni, chiarito l’equivoco, abbiamo trovato il proprietario. Portafogli restituito, muratore stupito. Non credeva esistesse gente come me. Volevo veramente restituirlo ?

Se non altro mi sono riaggiustato il karma.