Il “futuro” dei corsi universitari.

by Dade`

Non so voi.. Io seguo dei corsi in università. A volte mi devo sfogare. Trovo divertente l’utilizzo dei verbi da parte dei professori durante le spiegazioni. Non sto parlando di errori o strafalcioni, sto parlando della sottile attitudine a parlare evitando di spiegare. Tutti i professori apparentemente lamentano la mancanza di tempo a discapito del numero di argomenti da affrontare. Dicono che il tempo non basta, che “una volta con i moduli più lunghi c’era tempo per spiegare meglio le cose”.

I corsi iniziano spiegando “quello che faremo”, proseguono dicendo “quello che verrà fatto”, specificando che i dettagli sono “contenuti nelle dispense” (*), e finiscono magicamente le ultime due settimane con frasi tipo “abbiamo fatto.. e comunque rivedrete queste cose”.

IL FUTURO, che bello. Se col congiuntivo fate ridere, col futuro fate danni.

Io gli esami ce li ho al presente. Ho aspettato per quasi tutto il corso delle spiegazioni. Ho aspettato che le dispense venissero pubblicate. Ho aspettato anche il treno per tornare a casa perché il professore ha smesso prima di “spiegare”.

(*) definizione di “dispense” : parole colorate sparse su fogli prevalentemente bianchi costantemente “under costruction”, la cui pubblicazione si colloca verso la fine del corso così non puoi neanche fare in tempo a criticarle. Rigorosamente scritte in italo-inglese. Fanno spesso riferimento a 3 – 4 libri ovviamente sovradimensionati per un corso di 7 settimane, condividendo con essi solo i titoli dei capitoli.