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	<title>Comments on: Modi di dire</title>
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	<description>&#34;..dipingendo idee creare forme nuove, uniche&#34; -- Davide Bertola</description>
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		<title>By: Paola</title>
		<link>http://blog.dadeb.it/2006/06/03/modi-di-dire/comment-page-1/#comment-1102</link>
		<dc:creator>Paola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Oct 2006 08:34:36 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;http://www.abietto.net/articoli/roma.php&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A Roma si paga &quot;alla romana&quot; (ognuno paga esattamente quello che ha consumato) perché gli amici romani sono molto fiscali e attenti ai dettagli.&lt;/p&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abietto.net/articoli/roma.php" rel="nofollow">http://www.abietto.net/articoli/roma.php</a></p>

<p>A Roma si paga &#8220;alla romana&#8221; (ognuno paga esattamente quello che ha consumato) perché gli amici romani sono molto fiscali e attenti ai dettagli.</p>]]></content:encoded>
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		<title>By: Ciccio</title>
		<link>http://blog.dadeb.it/2006/06/03/modi-di-dire/comment-page-1/#comment-322</link>
		<dc:creator>Ciccio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2006 21:18:16 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;Il vero significato è &quot;si divide il conto in parti uguali&quot;.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il detto si colloca nel contesto del Giubileo.
In particolare, nel corso dell’800, la massa dei pellegrini finiva per riversarsi nelle “Osterie” fuori porta, dove, all’insegna della tipica “frasca”, veniva servito, su lunghe tavolate , un unico “menu”,solitamente composto da portate semplici della cucina tipica locale,arricchito da un buon vino dei “Castelli Romani”.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tale condizione di promiscuità dell’avventore e di occasionalità dell’evento (in assenza di camerieri e ad evitare di dover fare,cosa ancor più difficile per l’epoca, i conti a ciascuno) induceva l’oste a praticare un prezzo “unico” per tutta la tavolata. E quindi,a fine pasto,considerata anche l’omogeneità del menu , presentava, –tassativamente “a voce”- , il conto di ciascuna tavolata.
Di conseguenza, gli avventori erano costretti a dividere , pagando “tanto a testa” .
Nel ‘900, con l’avvento di trattorie e ristoranti e di un servizio più qualificato,tale usanza è andata via via scomparendo,fatta eccezione per qualche comitiva di “ragazzi” o di quei gruppi di avventori forestieri,i quali, ritenendo che l’origine del detto fosse riferita –come non lo è- alle “abitudini”
di comportamento della popolazione romana, continuavano e continuano ad usare tale “modalità di compensazione del conto”, anzichè sottostare a quel vincolo di “ospitalità ”,che, per un vero romano, era e rimane “sacra” , e del tutto estranea al detto di cui trattasi.&lt;/p&gt;
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Il vero significato è &#8220;si divide il conto in parti uguali&#8221;.</p>

<p>Il detto si colloca nel contesto del Giubileo.
In particolare, nel corso dell’800, la massa dei pellegrini finiva per riversarsi nelle “Osterie” fuori porta, dove, all’insegna della tipica “frasca”, veniva servito, su lunghe tavolate , un unico “menu”,solitamente composto da portate semplici della cucina tipica locale,arricchito da un buon vino dei “Castelli Romani”.</p>

<p>Tale condizione di promiscuità dell’avventore e di occasionalità dell’evento (in assenza di camerieri e ad evitare di dover fare,cosa ancor più difficile per l’epoca, i conti a ciascuno) induceva l’oste a praticare un prezzo “unico” per tutta la tavolata. E quindi,a fine pasto,considerata anche l’omogeneità del menu , presentava, –tassativamente “a voce”- , il conto di ciascuna tavolata.
Di conseguenza, gli avventori erano costretti a dividere , pagando “tanto a testa” .
Nel ‘900, con l’avvento di trattorie e ristoranti e di un servizio più qualificato,tale usanza è andata via via scomparendo,fatta eccezione per qualche comitiva di “ragazzi” o di quei gruppi di avventori forestieri,i quali, ritenendo che l’origine del detto fosse riferita –come non lo è- alle “abitudini”
di comportamento della popolazione romana, continuavano e continuano ad usare tale “modalità di compensazione del conto”, anzichè sottostare a quel vincolo di “ospitalità ”,che, per un vero romano, era e rimane “sacra” , e del tutto estranea al detto di cui trattasi.</p>]]></content:encoded>
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