Archive for June, 2006
Dade` • 12th Jun 2006 • Italian
Evviva. E’ arrivato anche a me!

Il nuovo macbook, replacement del vecchio powerbook (che è in vendita). Funziona benissimo, online se ne parla parecchio, ci sono recensioni e foto ovunque quindi non voglio sprecare altre parole.
Voglio dire la mia riguardo i problemi di cui tanti lamentano: temperatura, rumorosita, deformazioni, decolorazione, schermo glossy.
Le temperature del processore CoreDuo vanno da 60 a 90 gradi. La frequenza viene scalata da 1.0ghz a 1.87 (nel mio modello che è quello base). La frequenza si alza quando c’è bisogno di piu potenza, ma si riabbassa quando la temperatura diventa troppo elevata. Ad un utilizzo normale, con una temperatura ambiente di 24 gradi, il processore sta sui 1.5ghz a 69 gradi. E’ una temperatura di idle alta ma non viene percepita un granche nella zona dei polsi e sulla tastiera, diciamo che è molto piu usabile del powerbook che avevo prima, la cui scocca d’alluminio diventava caldissima. Tra l’altro la batteria è durata 4 ore e 13 minuti al suo primo ciclo.
Anche la ventola è molto piu silenziosa di quella del powerbook, non da nessuna noia. E’ lievemente noiosa solo quando fa il mooing, cioè si accende e si spegne a intervalli molto ravvicinati (succede quando la temperatura sta intorno ai 67 gradi, in teoria i prossimi aggiornamenti del sistema operativo dovrebbero eliminare il problema).
La scocca mi sembra fatta molto bene, solida. La zona interna dove si appoggiano le mani è fatta di una nuova plastica piuù gommosa e antiscivolo. Sembra essere grigia di suo, non verniciata, quindi non dovrebbe scolorirsi con l’utilizzo.
Lo schermo glossy è fantastico e luminosissimo, finalmente si può utilizzare il portatile all’aperto, con pieno sole, ed è leggibilissimo. In nessuna situazione il riflesso del nuovo display lucido mi ha dato problemi.
La tastiera è un grande passo avanti rispetto agli ibook (il modello che il macbook sostituisce nella gamma apple) anche se per i miei gusti i tasti sono addirittura un po’ duri. La corsa è buona, paragonabile a quella della splendida tastiera dei powerbook. Vi faccio un video che avrei voluto trovare prima dell’acquisto, per rendersi conto della corsa dei tasti.
Che dire, lo trovo fantastico, ho appena ordinato altri 2gb di memoria, se ci saranno problemi aggiornerò il post.
alla prossima.
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Dade` • 3rd Jun 2006 • Italian
..quindi l’altro giorno stavamo per pagare la cena.. quando una abitudinaria voce dipinge una frase tipo : “ma si paga alla romana?”

questa volta pero le orecchie erano diverse, tra i commensali corre un’ombra nera: il misunderstanding. La maggioranza riteneva che pagare alla romana volesse dire ‘dividere equamente il conto tra tutti’, ma una forte minoranza sovversiva (Giorgia) affermava invece il contrario : “Pagare alla romana significa che ognuno paga per se!!”
E sono problemi ragazzi.. per questo il giorno dopo ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che ad oggi il significato cambia a seconda della latitudine. Ovverosia al nord Italia più gente afferma che ‘pagare alla romana’ significhi ‘dividere equamente tra i commensali’, mentre verso il centro italia più gente pensa che significhi ‘ognuno paga per se’.
In realtà pare che la versione giusta (originale) sia la seconda, pero’ nel corso degli anni tra il popolo ci deve essere stato un’incomprensione che e’ proliferata senza controllo, tanto che, almeno da quello che ho appurato su internet, la maggior parte della gente opta per la prima versione.
Ed è un po’ come quando non funziona un apparato elettrico/elettronico, che ne so una abatjour: non avete mai sentito quella ridicola voce dire “Eh! Sara’ che fa contatto!!”, oppure peggio ancora “Ci sarà un contatto!!”. E’ una frase che non sopporto! Vi prego non ditela più ragazzi, non significa proprio niente. Anzi in genere quando le cose fanno contatto funzionano.
Vabe’ sono le 3 di mattina, ciaograzie ©
Alla prossima.
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Dade` • 1st Jun 2006 • Italian
Spesso cercando di incidere un brano, mi trovo ‘paralizzato’ quando riascoltando le parti trovo imperfezioni ritmiche, somiglianze a cose che ho gia’ sentito, timbriche denaturate.. nel correggere perdo l’ispirazione, e finisco col buttare tutto al vento. Ieri ho sentito una intervista sul podcast del simpatico nikki.

“I think that.. if you make an album.. what’s really responsible for that album.. is every single moment behind, every event that ever happened in the whole world.. and the artist.. at the time he makes whatever he’s working on.. he has no choice.. he can’t do anything but that.. he didn’t choose.. he have to do it.. and that’s true for any artist.. for this reason I kind of don’t give the artist human being himself really much credit for what they’ve done.. what I see most is music in general trought the ages has grown at a very steady rate, it’s not like one person came alone and switch everything.”
— John Frusciante @ tropicalpizza.
Più o meno condisivisibile, credo che questo modo di vedere l’artista cosi’ passivo rispetto alla musica che fa sia un modo per lasciarsi andare completamente alla creatività, senza cercare la perfezione del suono, l’esasperazione tecnica, etc.. è un modo di dire “questo e’ quello che mi viene” senza altre preoccupazioni. Prenderò d’esempio..
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